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martedì 17 aprile 2012

Puntoit: Le Italie digitali a Bologna

L'Italia digitale fa il punto a Bologna: le web tv e i media locali espressione delle “Italie digitali” si confronteranno tra di loro, miglioreranno la conoscenza degli strumenti digitali e di business, dialogheranno con i professionisti dell'informazione e del digitale avviando un dibattito tra esperienze differenti, raccoglieranno stimoli e intuizioni dai “guru” italiani ed esteri, parteciperanno alle presentazioni di documentari e reportage.

Tre giorni (18-19-10 aprile) di eventi, lezioni, incontri e confronti, in tutta Bologna per imparare a conoscere la realtà italiana e straniera dei media digitali che nascono dalle piazze e che cambieranno il futuro. 

Qui il programma della manifestazione:
http://www.meetingpuntoit.it

domenica 1 aprile 2012

Birmania: Lady Aung San Suu Kyi trionfa!

Dopo quindici anni di arresti domiciliari, la Lady birmana, Premio Nobel Per la Pace, simbolo della lotta contro la dittatura militare, tornerà pacificamente e democraticamente in parlamento.

La notizia arriva direttamente dal suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia, principale partito dell'opposizione, alla chiusura dei seggi: nel suo seggio Aung San Suu Kyi avrebbe ottenuto l'82% dei voti, aprendo forse uno spiraglio alla nuova democrazia. Fonti non ufficiali del Partito danno la Lega Nazionale della Democrazia in testa in tutti i seggi scrutinati.

Anche se forse è ancora presto per cantare vittoria: queste sono le terze elezioni in 50 anni, e si è votato solo per eleggere 45 parlamentari su 1160.

La dittatura ha sempre osteggiato questa icona della democrazia, accusandola di essere uno strumento nelle mani di americani e inglesi, ma lei non si è mai piegata, nemmeno quando ha dovuto scegliere tra restare agli arresti domiciliari  e  riunirsi in Gran Bretagna, ai propri  i propri figli ed al marito, Michael Aris, scomparso anni fa, senza poter rivederla.

In ogni caso il risultato è stato giudicato "molto incoraggiante" a livello internazionale, e Hillary Clinton, segretario di stato americano, ha dichiarato di avere speranze per i cittadini della Birmania.

La Signora Aung San Suu Kyi è per me il simbolo di tutto ciò che la non violenza, la dignità e la fermezza possono fare contro le dittature, e contro coloro che credono che le armi e l'oppressione siano la via per il potere.

Qui le notizie dai siti dei principali quotidiani:

Corriere: http://www.corriere.it/esteri/12_aprile_01/birmania-elezioni_2783d450-7bcc-11e1-95a2-17cafbbd8350.shtml

Repubblica: http://www.repubblica.it/esteri/2012/04/01/news/birmania_elezioni-32558798/?ref=HREC1-1

NY Times:http://www.nytimes.com/2012/04/02/world/asia/myanmar-elections.html

The Guardian: http://www.guardian.co.uk/world/2012/apr/01/burma-aung-san-suu-kyi

lunedì 26 marzo 2012

OBBIETTIVO ZERO: CONCORSO ECOSOSTENIBILE

Cominciavo a disperare di trovare qualche buona notizia in questo periodaccio... e invece qualcosa ho trovato! E poi si parla anche di fotografia, la mia passione, quindi ancora meglio!

Mobilità sostenibile e fonti rinnovabili: questi i soggetti di “Obiettivo Zero”, il primo concorso fotografico lanciato da “Corrente in Movimento”, associazione che promuove approcci e stili di vita a basso impatto ambientale, che punta proprio a sensibilizzare e coinvolgere attivamente la popolazione, a sostegno dell’ambiente e della mobilità sostenibile. 

Lo scopo è proprio di documentare la diffusione nella popolazione e nella nostra società di queste pratiche green: mobilità sostenibile, energie rinnovabili, ma anche, in generale, tutte le iniziative a basso impatto ambientale. 

Dunque, finalmente l'unione di fotografia e impegno sociale e in un progetto veramente equo e sostenibile : il concorso fotografico “Obiettivo Zero”, infatti, è aperto a tutti, è gratuito, e mira a documentare e immortalare le esperienze visive green di tutti.

Il coinvolgimento del pubblico è fondamentale, sia per la partecipazione, sia per la scelta del vincitore: la prima parte del concorso si svolgerà tramite Facebook, dove verranno votati tutti gli scatti (ogni partecipante potrà proporne due), per sceglierne venti tra i quali saranno poi selezionati i 3 vincitori da una giuria tecnica. 

Al vincitore del Primo Premio,  un weekend per due persone, ad alta sostenibilità! 

Forse basta soltanto cambiare prospettiva, cercare per trovare qualcosa di nuovo, di green e sostenibile, nella nostra realtà. O almeno è un primo passo.

Qui la notizia dal sito Buone Notizie, l'articolo di Silvia Argentero.

lunedì 13 febbraio 2012

ETERNIT: 16 ANNI AI MANAGER

Questa notizia riapre un capitolo doloroso della storia d'Italia, e cioè la storia di tutte quelle persone morte per il proprio lavoro, ma anche solo perché colpevoli di abitare in un paese in cui si trovavano stabilimenti altamente inquinanti, che rilasciavano nell'aria che respiravano, nell'acqua che bevevano, sostanze così tossiche da generare tumori, malformazioni e  morte.

Non sto parlando di Chernobyl, ma di cittadine tranquille come Casale Monferrato, Broni, o anche Bari, e nomi come Eternit, Fibronit, quartieri denominati zona rossa o zona gialla, a seconda della vicinanza alle fabbriche e del numero di decessi.

Già dal 1962 si sapeva che la polvere sottilissima e iperinfiltrante che l'amianto produceva, massimamente volatile e che si diffondeva ovunque, provocava mesotelioma, un tumore che colpisce polmoni e pleura, oltre all'asbestosi, ma in queste città si è continuato a produrre impunemente sino al 1986, anno di chiusura. Da allora, la malattia, che ha un periodo di incubazione di circa 30 anni, ha portato a più di 1600 morti solo nel comune i Casale Monferrato e zone limitrofe, e ancora oggi versano in grave pericolo di malattia tutti coloro che hanno vissuto in tali zone sino alla fine degli anni ottanta.

E adesso finalmente, con una sentenza storica alla quale tante altre vittime guardano, il Tribunale di Torino ha condannato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier, 91 anni, amministratori della Eternit, a 16 anni di reclusione ciascuno.  I due rispondevano di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche.

Purtroppo queste condanne, data l'età dei due imputati, avranno efficacia prevalentemente simbolica, ma hanno segnato una svolta nella responsabilizzazione penale di chi, per il proprio guadagno, ha consapevolmente
 condannato a morte migliaia di persone, anche solo con un comportamento omissivo. Alle vittime, sono stati riconosciuti, a titolo di risarcimento, complessivi 95 milioni di Euro.

A questa sentenza guardano con speranza anche le associazioni delle vittime di altre zone colpite anche se ora la vera emergenza è la bonifica definitiva dei siti contaminati.

Questi i link alle notizie su Corriere e Repubblica.

Vi invito anche a visitare i siti dell'Associazione Vittime Amianto  e AFEVA e a leggere le testimonianze di coloro che ancora soffrono.

sabato 4 febbraio 2012

SOMALIA, EMERGENZA CARESTIA FINITA: per quanto?

Di ieri l'annuncio del responsabile delle Nazioni Unite per la Somalia: dopo la terribile siccità che da quasi un anno devastava queste terre arse, le abbondanti piogge degli ultimi tempi hanno consentito un raccolto eccezionale, al quale finalmente la popolazione è riuscita ad avere accesso.

Il numero di persone che erano a rischio di morte per denutrizione si è così abbassato moltissimo: la stima effettuata a settembre dall'ONU che contava circa 4 milioni di persone a rischio denutrizione, oggi si è ridotta a 2,34 milioni di persone. Comunque ancora una cifra impressionante.

In ogni caso, la situazione è ancora assai precaria, sia perché non si sa quanto dureranno le piogge, sia perché è incerto il futuro, una volta finiti i prodotti dell'attuale raccolto.

Non si può quindi cantare vittoria, ma, parallelamente alla somministrazione di aiuti, che non può certo cessare, si deve attuare velocemente un piano perricostituire la capacità della popolazione di attivarsi di fronte alle emergenze.

Ancora centottantamila persone infatti, si trovano nei campi profughi (per lo più intorno a Mogadiscio) in condizioni disastrose di promiscuità, malattia e mancanza di igiene, condizioni che li rendono facili prede degli insorti Shabab, che combattono contro il governo, e che in questi luoghi reclutano i propri miliziani, talvolta anche kamikaze.

Di seguito la notizia nei quotidiani:

NY Times http://www.nytimes.com/2012/02/04/world/africa/un-says-famine-in-somalia-is-over-but-risks-remain.html

Stampa http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/441078/

Corriere http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_04/carestia-somalia-alberizzi_df9dcd82-4f00-11e1-be5e-e51bc42d9d61.shtml

giovedì 26 gennaio 2012

ART FIRST 2012 - WHITE NIGHT 28 gennaio 2012

Ritorna come tutti gli anni l'appuntamento con l'arte in giro per Bologna!
In concomitanza con Arte Fiera 36ma mostra di arte contemporanea, che si terrà dal 27 al 30 gennaio presso Bologna Fiere, ecco che la città si riveste di eventi, performance ed installazioni, che guidano i visitatori in un percorso magico tra piazze, palazzi e luoghi normalmente inaccessibili, come l'oratorio di San Colombano, Palazzo Pepoli e la chiesa di Santa Maria della Vita.

Inoltre sempre per promuovere la diffusione di arte e cultura nella nostra città, i visitatori di Arte Fiera, mostrando il biglietto di ingresso, avranno accesso gratuito a tutti i musei della città, tra cui il MamBo, il Museo Civico Archeologico, il Museo Morandi e molti altri.

Come ogni anno, la rassegna avrà il suo culmine nella freddissima White Night di sabato 28 gennaio, in cui fino a sera inotrata resteranno aperti musei, gallerie d'arte e luoghi magici in giro per la città, per suggestioni di luci, ombre e suoni.

A questo link potrete scaricare la guida con tutte le manifestazioni: vale la pena di vivere la magia per una notte.

http://www.artefiera.bolognafiere.it/eventi/art-white-night/

Visitate anche il geoblog Art First Percorsi Emotivi con le impressioni dei visitatori sulle opere d'arte che hanno invaso il centro di Bologna.

mercoledì 2 marzo 2011

10 COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE

Feltrinelli ha aperto il sito ufficiale del nuovo libro di Roberto Saviano "Vieni via con me", tratto dall'omonima trasmissione. Fin qui nulla di particolare, a parte che la trasmissione era un bellissimo pugno nello stomaco.

Andando però a curiosare, ho scoperto una cosa veramente bella: alla sezione "le 10 cose" si può inserire l'elenco delle 10 cose per cui, per ciascuno di noi vale la pena vivere: tutto! Tutto quello che ci fa sorridere la mattina, tutto quello che ci consente di alzarci dal letto e affrontare un nuovo giorno, che ci appassiona e che ci rende "uomini". Dalle cose più personali, ai valori dell'umanità, tutto ciò che per noi rende il mondo un posto migliore.

Alcune saranno selezionate da Saviano e lette nelle presentazioni del libro in giro per l'Italia. A parte forse il fatto che è un'operazione pubblicitaria come altre, in realtà secondo me è un momento di riflessione che tutti noi dovremmo fare,  anche ogni giorno: renderci conto, ogni volta, che non esiste solo il brutto, i problemi che ci assillano, le piccole banalità, ma pensare un momento che di cose meravigliose nella nostra vita ce ne sono molte.

Forse fare un elenco ci può aiutare a perseguirle un po' più consapevolmente, per poter dire che ogni giorno non è andato sprecato.

Ecco le mie 10, un po' personali, ma per me essenziali (forse potrebbero essere anche 20, 100 o migliaia):
1. Mio marito e mia figlia (ex aequo)
2. La possibilità di dare a mia figlia un mondo migliore
3. La voglia di vedere ogni giorno qualcosa di positivo nel mondo
4. La speranza che le cose positive nel mondo aumentino sempre
5. Tutti i libri che devo ancora leggere
6. Tutti i film che devo ancora vedere
7. Tutti i viaggi che devo ancora fare
8. La voglia di avere un altro bambino
9. Un buon piatto di pasta e un bicchiere di vino
10. Tutte le risate che ancora mi aspettano

martedì 1 marzo 2011

BIL BOL BUL!!

Ritorno dopo un po' di silenzio (in questo periodo le buone notizie proprio scarseggiano) per segnalare una bella iniziativa a Bologna: la quinta edizione di
Bil BOl Bul, il Festival del Fumetto, invaderà Bologna e le sue strade dal 2 al 6 marzo.

Di solito in queste occasioni Piazza Maggiore si riempie di installazioni e tavole di grandi disegnatori... ma non mancano mostre, incontri e rassegne, come quella su Vanna Vinci al Museo Civico Archeologico. E poi quest'anno il tema mi pare molto bello: il dialogo tra fumetto e letteratura.

Perché tutte le forme d'arte devono dialogare, comunicare, confondersi e creare nuovi generi e nuove idee.

domenica 13 febbraio 2011

IN PIAZZA, IN PIAZZA!!

Torno dal mio silenzio stampa di qualche giorno, per dare la bellissima notizia delle manifestazioni in piazza che si sono tenute in tantissime piazze d'Italia dove migliaia di donne (chi dice come Repubblica, un milione) per mandare un messaggio forte e chiaro: non ci sono solo le Ruby, le Nicole e le escort!!!

L'Italia è piena di donne che lavorano tutti i giorni, che non usano il sesso come merce di scambio, che tutti i giorni si destreggiano fra i propri figli, la famiglia, il lavoro e lo fanno egregiamente, senza chiasso, e dando vita a migliaia di storie positive: queste sono le storie che dovrebbero essere conosciute nel mondo e non le patetiche festicciole che riempiono i giornali oggi.

E la cosa tremenda è che, prima di oggi, lungi dal provocare ribrezzo e pietà, queste donne passavano come un modello vincente, in cui escort diventava un epiteto quasi affascinante, mentre non significa altro che prostituta, tale e quale quelle che si trovano sui viali di notte, con la differenza che queste ultime sono povere persone ridotte in schiavitù.

Invece dobbiamo dire che non la pensiamo così, che non è il nostro sogno fare le soubrette con le labbra gonfie, ma studiare, pensare, scrivere e realizzarci.

Finalmente un segnale forte da parte delle donne e degli uomini che le sostengono...

Di seguito il link al Corriere, la Stampa, il New York Times e il  Guardian. 

venerdì 28 gennaio 2011

ART FIRST: BOLOGNA SI RIEMPIE DI ARTE!

Visto che la cultura e l'arte sono due delle cose più belle che esistano, ecco una buona notizia per tutti i cittadini di Bologna e per chi ha voglia di passare un weekend a passeggiare tra opere d'arte e monumenti aperti in via straordinaria.

Nel weekend più freddo dell'anno (28-31 gennaio), come da tradizione, torna ART FIRST, la fiera internazionale dell'arte contemporanea di Bologna, che quest'anno giunge alla sesta edizione e che raccoglie centinaia di espositori da tutto il mondo: pittura, scultura, videoinstallazioni per la gioia degli occhi di migliaia di visitatori.

Ma la cosa più bella, almeno per me, la White Night, che sarà domani sabato 29 gennaio, e che porterà per le strade di Bologna, manifestazioni, installazioni, sculture, ma anche aperture straordinarie di palazzi storici, musei e gallerie, fino a tarda notte.

Per esempio due anni fa ho visitato il meraviglioso complesso di San Colombano, in via Parigi, normalmente chiuso al pubblico, chiesa, sede di scavi archeologici, ed oratorio, in cui era stato allestito un concerto per pianoforte; ma anche la sala di anatomia dell'Archiginnasio, la chiesa sconsacrata di San Giorgio in Poggiale, in via Nazario Sauro, la Casa Saraceni, in via Farini... e molto altro.

Per due giorni, Bologna si trasforma in un luogo magico, in cui l'arte dialoga con il pubblico, si rende accessibile in luoghi impensati, ti stupisce e fa spalancare la bocca per la meraviglia. e' sufficiente alzare la testa in giro per la strada!

Scaricate la mappa di tutte le installazioni al seguente indirizzo: http://www.artefiera.bolognafiere.it/eventi/art-white-night/

e leggete l'articolo di Repubblica Bologna: http://temi.repubblica.it/repubblicabologna-arte-fiera-2011/?ref=HREC2-8

domenica 23 gennaio 2011

NON SI E' MAI TROPPO GIOVANI! NEVER TOO YOUNG!

Ogni tanto dovremmo tornare a credere che essere giovani è un pregio, un elemento a favore, e non un ostacolo... soprattutto nel mondo del lavoro! Mi piace pensare che se mia figlia avrà un'idea geniale, a 25 o anche solo a 18 anni, troverà qualcuno che crederà in lei!


Non era il sogno di tutti noi,  da piccoletti, diventare dei ragazzi prodigio? Io ero convinta che avrei scritto il mio primo libro a sedici anni e sarei diventata il fenomeno editoriale d'Italia... come potete vedere non è così, ma se qualcuno ha il talento, in qualunque campo, perché no?

Questa è una delle tante storie di talenti scappati dall'Italia, in cerca di opportunità: la storia di Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca, rispettivamente 22, 21 e 28 anni, ricorda un po' quella dei creatori di Facebook.   E siamo franchi: se Mark Zuckerberg fosse stato Italiano, probabilmente non avremmo mai ritrovato i nostri compagni delle elementari.

Giovani e promettenti, con un progetto  in testa sulle nuove tecnologie, dopo aver cercato invano fondi e sponsor in Italia, hanno deciso di fare il grande passo: hanno guardato oltreoceano, alla culla della new economy, la Silicon Valley. E lì la giovane età è stata finalmente considerata un punto a favore, da persone sicuramente più lungimiranti che nel nostro paese.

Oggi i tre ragazzi hanno fondato e dirigono Mashape, un sito rivolto agli sviluppatori, che consente di creare app in un'ora: a finanziarli con 100.000 dollari, gli investitori di Youtube, che hanno visto al di là delle loro facce da ragazzi, delle scarse attrezzature e delle stanzette dove vivevano all'epoca.
Oggi tornano in Italia, come persone che ce l'hanno fatta. Complimenti!

Di seguito la notizia del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_20/tre-milanesi-rifiutati-in-Italia-che-hanno-sfondato-nella-Silicon-Valley_1ef7b94c-246f-11e0-8269-00144f02aabc.shtml


Sometimes we should believe again that youth is a value, a favourable element, and not an obstacle... most of all in the business community! I want to believe that when my daughter will have a brilliant idea, at 25 or even at 18, she will find someone who will trust her!

All of us, in their childhood, wanted to become an enfant prodige. I was sure that I would have written my first book at the age of sixteen  becoming the Italian literary stand-out... as you can see it did not happen, but if someone is talented, in any field, why not?

This is one of many stories of talented people escaped from Italy, in search of an opportunity: the story of Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca, 22, 21 and 28 years old, reminds me in some ways the Facebook's creators one.  And let's be honest: if Mark Zuckerberg had been Italian, probably we wouldn't have found our first grade schoolmates.

Young and promising, with a new tech  project in their mind, after a vain fund research in Italy, decided to make the big pace: they took a look on the other side of the ocean, in the new economy birthplace, Silicon Valley, where finally young age has been considered a pro by people definitively more far-sighted that in our country.

Today, the three guys have founded Mashape, a website for developers, that allows to create an app in one hour: they have been financed with 100,000 dollars by Youtube investors, that saw something beyond their young faces, scarce equipment and  poor room they shared at that time.

Now they come back to Italy, as someone who made it. Congratulations!

Here the article in Italian newspaper Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_20/tre-milanesi-rifiutati-in-Italia-che-hanno-sfondato-nella-Silicon-Valley_1ef7b94c-246f-11e0-8269-00144f02aabc.shtml

mercoledì 19 gennaio 2011

IN GIAPPONE LE DONNE GUADAGNANO PIU' DEGLI UOMINI

Per una volta sono femminista, e annuncio con un po' di orgoglio una notizia, che sarà anche materialista, ma che fa piacere a noi donne... è avvenuto il sorpasso epocale: per la prima volta nella storia da qualche parte, le donne guadagnano più degli uomini.

E' avvenuto in Giappone: nel paese del Sol Levante, l'ufficio per il sondaggio sulla famiglia ha comunicato che l'anno scorso le donne single hanno avuto un reddito più alto degli uomini. Anzi, mentre i guadagni degli uomini risentivano della recessione, quelli delle donne hanno continuato il proprio incremento.

L'apporto di nuova energia lavorativa da parte delle donne è essenziale per quel paese, e in generale per il mondo: perché nessuno se ne accorge? A volte non ce ne accorgiamo nemmeno noi donne...

Di seguito la notizia sul sito del Corriere: http://www.corriere.it/editoriali/11_gennaio_19/geisha-a-chi-le-donne-in-giappone-ora-guadagnano-piu-degli-uomini-federico-fubini_37c25038-23b4-11e0-a3c4-00144f02aabc.shtml

lunedì 17 gennaio 2011

L'ENERGIA DEI PICCOLI COMUNI

In un momento in cui non facciamo certo una bella figura all'estero, vorrei rispolverare una storia di qualche tempo fa, che dimostra come un'altra Italia sia possibile e bella.

E' quella di Tocco di Casauria, un paesino abruzzese finito addirittura sulla copertina del NY Times per aver risistemato il proprio bilancio nella maniera più virtuosa possibile: dotandosi di un sistema di turbine eoliche, e generando talmente tanta energia elettrica da soddisfare le esigenze del comune e da essere venduta con profitto.

Lo stesso quotidiano americano riconosce con sorpresa come in un paese "conosciuto più per i propri rifiuti che per la coscienza ambientale" ci sono comuni che sono esempi positivi di ecosostenibilità ed imprenditoria.

Infatti per Tocco di Casauria la scelta dell'eolico è partita prima di tutto da esigenze economiche di sistemazione del proprio budget: ciò non toglie che una scelta motivata dalla necessità, si sia rivelata anche una scelta buona (in ogni senso), a tal punto che i cittadini non pagano nemmeno la tassa sui rifiuti.

A volte, quelle che sembrano le realtà più legate al passato, sono poi quelle che capiscono qual è il futuro migliore a cui puntare.

Qui trovate il link alla notizia del Sole 24 ore:http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-29/eolico-york-times-mette-133332.shtml

mercoledì 12 gennaio 2011

A CHERNOBYL TORNANO LE PIANTE

E' una zona ancora completamente disabitata per chilometri, ma la natura sta ritornando a Chernobyl: la notizia dal sito del quotidiano La Stampa  che annuncia come da un recente controllo, sia risultato che varie specie di piante, di cui alcune molto rare, stanno ricominciando a crescere nell'area del disastro.

Era il 26 aprile 1986 quando il reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, al confine con la Bielorussia, esplose letteralmente, generando una nube radioattiva che contaminò Russia, Scndinavia ed Europa e provocando il più grande disastro ambientale della storia moderna.

All'epoca facevo la quinta elementare e ricordo ancora che per più di un mese, nonostante il bel sole che vedevamo dalle finestre, non ci fu permesso di andare a giocare in cortile, e mia madre aveva bandito insalata e latte.

In realtà, quella che per noi sembrava solo un piccolo contrattempo, fu una tragedia immane: 336.00 persone furono evacuate, e moltissime sono morte nel giro di poco tempo, per colpa degli effetti delle radiazioni: ancora oggi le aree intorno alla centrale sono disabitate per chilometri, molte persone continuano a morire di tumore e leucemia, e tantissimi bambini nascono con gravi malformazioni.

Gli scienziati non si spiegano il perchè di questo fenomeno, che per me non può che essere un segno di speranza, ma una delle ipotesi è quanto meno suggestiva: secondo lo scienziato ucraino Martin Hajduc, nella notte dei tempi, la terra era fortemente radioattiva, ma le piante iniziarono a riprodursi ugualmente. Forse quella capacità è rimasta nel loro codice genetico sino ad oggi.

La natura supera tutto.

giovedì 6 gennaio 2011

A BOLOGNA I RICERCATORI PIU' BRAVI

Ieri ho letto su Repubblica on Line un articolo che mi ha reso orgogliosa e che dovrebbe davvero far riflettere un pochino coloro che alle università e scuole pubbliche non dedicano altro che tagli: infatti secondo i ricercatori italiani residenti all'estero, riuniti nella Virtual Italian Academy, il miglior istituto per la ricerca in Italia è l'Alma Mater di Bologna (in cui anche la sottoscritta ha studiato, e che nonostante tutte le lamentele è ancora un'ottima università, anche confrontata con le università straniere super sponsorizzate).

In ogni caso, nei primi dieci posti figurano 7 atenei pubblici - CNR, Università statale di Milano, Università di Padova, Roma la Sapienza, Statale di Torino, Istituto di Astrofisica - mentre il primo istituto privato si piazza all'ottavo posto ed è il San Raffaele di Milano, seguito dall'Università di Firenze, e dall'Ente Nazionale Tumori, ente di diritto pubblico.

La classifica è basata sul numero di scoperte di rilievo effettuata da scienziati e ricercatori che operano nelle suddette istituzioni e poi ripartita per il numero di posti di lavoro, secondo un criterio statistico e - ovviamente- scientifico.

E pensare che questi cervelli, di cui dovremmo solo essere fieri e che dovremmo coltivare con cura, devono destreggiarsi tra borse di studio che non arrivano, concorsi che non si fanno, posti precari agognati e mai raggiunti... non mi sembra molto giusto, o no?

mercoledì 5 gennaio 2011

SFERE ARTISTICHE

Museo fondazione Serralves, Oporto, Portogallo, Agosto 2009

Museo fondazione Serralves, Oporto, Portogallo, Agosto 2009

Museo fondazione Serralves, Oporto, Portogallo, Agosto 2009 
Ho visto questa bellissima opera al Museo Serralves, un luogo incantato appena fuori Oporto, in Portogallo. Erano stupende, un mare di sfere grandi come me, ricoperte di colori e graffiti, sul pavimento di un'enorme sala vuota.

Ho cominciato a fotografarle, ed è venuto fuori una specie di mare marziano, di curve e sfumature.

Purtroppo non presi nota dell'autore ed ora non riesco a rintracciarlo... spero che le foto della sua opera gli piacciano.

martedì 4 gennaio 2011

20 anni fa la Uno Bianca

Oggi un post che non è per niente una buona notizia, ma che è necessario per non dimenticare: per noi bolognesi una pagina di sangue impressa nella memoria.

Il 4 gennaio 1991, al pilastro, quartiere di Bologna, c'è una macchina con 3 carabinieri a bordo, Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini, che compie il solito giro di pattuglia. Non lo finirà mai.

Ai killer della Uno Bianca, i fratelli Savi ed i loro complici, basta convincersi che, con un sorpasso, vogliano prendere la targa della loro auto, per decidere di ucciderli tutti: 222 proiettili per 3 uomini.

E così quella notte tremenda rimane nella storia della nostra città come la "Strage del Pilastro", nelle pagine peggiori, con la strage del 2 agosto, l'omicidio di Marco Biagi... e tutti noi, che abbiamo più di 20 anni, ce le ricordiamo bene.

In realtà gli omicidi sono stati ben ventiquattro, carabinieri, benzinai, commercianti, ma anche persone che sono state liquidate senza un motivo, solo per aver visto in faccia quei criminali, quei mostri squallidi, convinti di poter avere in pugno la città, ma in effetti solo oscene figure del sottobosco della malavita.

Voglio ricordare in particolare oggi un ragazzo di 21 anni di Zola Predosa, Massimiliano Valenti, ucciso perché aveva assistito ad uno scambio di auto dopo una rapina in banca. Lo portarono via travestiti da carabinieri e lo uccisero senza pietà. Lo ricordo perché Zola Predosa è il paese della provincia di Bologna dove vive la famiglia di mio marito, quel ragazzo lo conoscevano, la madre di mio marito mentre mi raccontava questa storia aveva ancora negli occhi il terrore di chi l'ha vista veramente.

Andate a vedere le foto nello speciale di Repubblica Bologna, o leggete l'articolo del Corriere Bologna guardate quella uno blu con la scritta rossa, e non dimenticate.

lunedì 3 gennaio 2011

WIRED LIBERA LE PIAZZE

Wired fonte di ispirazione come al solito... cosa ne sarebbe di questo blog senza quel giornale? Su richiesta della mia dolce metà segnalo l'editoriale scritto dal direttore Riccardo Luna sul numero di questo mese "Un giorno faremo la rivoluzione (intanto liberiamo una piazza)".

Ammiro Wired per la sua mentalità fortemente propositiva, per l'idea che anche una piccola iniziativa può cambiare il mondo e che bisogna iniziare a vedere quanto c'è di positivo intorno a noi. Ed ecco il senso di questo editoriale: è arrivato il momento di fare, creare, proporre.
Qualunque cosa: un blog, un'idea, una notizia, un'invenzione.
Solo creando, le possibilità diventano infinite; le risorse che ci sono adesso, col tempo diventeranno sempre più scarse, e non possiamo fare altro che cercarne di nuove.

WIred suggerisce anche come: con la rete ovviamente, la grande risorsa di tutti, in cui è possibile, per ciascuno di noi, creare valore, creare cultura, esprimere il proprio punto di vista.

Quindi non rivoluzione che distrugge il passato, ma che crea futuro.

E per dimostrare materialmente questa idea, Wired comincia con un regalo ai cittadini di Milano: "libera" piazza Cadorna con una rete wireless gratuita, a cui tutti potranno accedere. E invita tutti a fare altrettanto, con il proprio palazzo, la propria strada, per creare una nuova rete, sempre più grande e sempre più libera.

Credo che mio marito diventerà il liberatore del nostro condominio...

giovedì 23 dicembre 2010

WI-FI PIU' LIBERO!

E pensare che io non sono neanche una gran tecnologista... ma sono sicura che adesso WIRED e tanti altri saranno molto felici, compreso mio marito, tutti sostenitori di internet come di uno dei pilastri della democrazia... quindi mi pare una bella notizia confermare che oggi il ministro Maroni ha abrogato le norme antiterrorismo conosciute come "Legge Pisanu", acconsentendo, di fatto, ad un primo passo per una liberalizzazione del wi-fi. Ecco il link alla notizia della Stampa http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2

Non è quindi più necessario richiedere in questura la licenza (tranne per gli internet point, per cui il termine è prorogato fino al 2011) per poter fornire servizi via internet.

La strada è ancora lontana per ottenere il wi-fi per tutti e con esso più libertà di stampa, ma questo è un piccolo passo: consideriamo che l'anno scorso Freedom House , che stila la classifica dei paesi secondo la libertà di stampa e web, ha passato l'Italia dal ranking "verde" cioè libera, a "giallo", cioè parzialmente libera, e che la rete wi-fi italiana è inferiore a quelle di altri paesi considerati più poveri, come ad esempio la Romania.

La rete ha i suoi aspetti negativi, che tutti conosciamo, ma sicuramente rappresenta una risorsa enorme di democrazia, cultura e conoscenza per tutti, tant'è vero che lo stesso WIRED appoggiato da Google, Shirin Ebadi, Umberto Veronesi, Giorgio Armani, Nicholas Negroponte e tanti altri, aveva lanciato la campagna internet for peace, candidando internet al premio Nobel per la pace 2010, vinto poi da LiuXiaobo.

Speriamo di "navigare" verso un mondo migliore...

lunedì 20 dicembre 2010

IN NIGERIA LA RADIO SCONFIGGE LA POVERTA'

Ed ecco un'altra bella storia dal mitico Wired (grazie)! Questa volta andiamo in Nigeria, per raccontare la storia di un uomo,Nnaemeka Ikegwuonu, che, come William Kambkwamba, con il suo ingegno e la sua determinazione ha contribuito a migliorare (e molto) la vita degli agricoltori del proprio paese, grazie ad una tecnologia vecchia di 150 anni ed allo spirito collaborativo del web 2.0.


Infatti, in Africa, solo una persona su 160 ha accesso ad internet, ma una su quattro possiede una radio: da questo dato Ikegwuonu ha sviluppato nel 2003 Smallholders rural radio, una sorta di network interattivo esclusivamente basato sulla radio, che oggi raggiunge quotidianamente 250mila ascoltatori nella provincia rurale di Imo. «Quasi ogni contadino ha una radio», spiega Nnaemeka, «perché ciò di cui c’è più bisogno nelle nostre campagne è l’informazione».


L’antenna di Smallholders rural radio informa coltivatori e allevatori sulle migliori pratiche agricole, spiega loro come districarsi nelle formalità burocratiche con le banche o li indirizza verso attività sostenibili e più redditizie, ma li fa anche dialogare tra loro, tramite una sorta di email vocale, che i coltivatori possono registrare tramite appositi apparecchi che Smallholders ha distribuito gratuitamente e che permette a chi ha bisogno di chiedere un consiglio, od a chi ha una soluzione, di condividerla con gli altri.


Il 3 novembre 2010 Smallholders Rural Radio, oggi finanziata dalla Small Holders Foundation, ha vinto il premio WISE che premia i migliori progetti educativi nel mondo, mentre il suo fondatore Nnaemeka Ikegwuonu ha vinto il premio Rolex per i giovani leader.