martedì 18 gennaio 2011

CHI VORRA' SEDERSI QUI??

Galatina, agosto 2008
Gli incontri estivi nelle città deserte sono sempre interessanti: dopo l'uomo con la testa a libro, ecco la sedia volante.
Agosto salentino, ore tre del pomeriggio, cielo blu e in giro nemmeno un'anima... ed ecco che incontro questa sedia abbarbiccata su un muro: sarà forse un riposo per uccellini stanchi? O sarà un promemoria per continuare la numerazione?

lunedì 17 gennaio 2011

L'ENERGIA DEI PICCOLI COMUNI

In un momento in cui non facciamo certo una bella figura all'estero, vorrei rispolverare una storia di qualche tempo fa, che dimostra come un'altra Italia sia possibile e bella.

E' quella di Tocco di Casauria, un paesino abruzzese finito addirittura sulla copertina del NY Times per aver risistemato il proprio bilancio nella maniera più virtuosa possibile: dotandosi di un sistema di turbine eoliche, e generando talmente tanta energia elettrica da soddisfare le esigenze del comune e da essere venduta con profitto.

Lo stesso quotidiano americano riconosce con sorpresa come in un paese "conosciuto più per i propri rifiuti che per la coscienza ambientale" ci sono comuni che sono esempi positivi di ecosostenibilità ed imprenditoria.

Infatti per Tocco di Casauria la scelta dell'eolico è partita prima di tutto da esigenze economiche di sistemazione del proprio budget: ciò non toglie che una scelta motivata dalla necessità, si sia rivelata anche una scelta buona (in ogni senso), a tal punto che i cittadini non pagano nemmeno la tassa sui rifiuti.

A volte, quelle che sembrano le realtà più legate al passato, sono poi quelle che capiscono qual è il futuro migliore a cui puntare.

Qui trovate il link alla notizia del Sole 24 ore:http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-29/eolico-york-times-mette-133332.shtml

sabato 15 gennaio 2011

ROSES

Milano, gennaio 2010
Qualche fiore per dare grazia a questo nebbioso gennaio...

mercoledì 12 gennaio 2011

A CHERNOBYL TORNANO LE PIANTE

E' una zona ancora completamente disabitata per chilometri, ma la natura sta ritornando a Chernobyl: la notizia dal sito del quotidiano La Stampa  che annuncia come da un recente controllo, sia risultato che varie specie di piante, di cui alcune molto rare, stanno ricominciando a crescere nell'area del disastro.

Era il 26 aprile 1986 quando il reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, al confine con la Bielorussia, esplose letteralmente, generando una nube radioattiva che contaminò Russia, Scndinavia ed Europa e provocando il più grande disastro ambientale della storia moderna.

All'epoca facevo la quinta elementare e ricordo ancora che per più di un mese, nonostante il bel sole che vedevamo dalle finestre, non ci fu permesso di andare a giocare in cortile, e mia madre aveva bandito insalata e latte.

In realtà, quella che per noi sembrava solo un piccolo contrattempo, fu una tragedia immane: 336.00 persone furono evacuate, e moltissime sono morte nel giro di poco tempo, per colpa degli effetti delle radiazioni: ancora oggi le aree intorno alla centrale sono disabitate per chilometri, molte persone continuano a morire di tumore e leucemia, e tantissimi bambini nascono con gravi malformazioni.

Gli scienziati non si spiegano il perchè di questo fenomeno, che per me non può che essere un segno di speranza, ma una delle ipotesi è quanto meno suggestiva: secondo lo scienziato ucraino Martin Hajduc, nella notte dei tempi, la terra era fortemente radioattiva, ma le piante iniziarono a riprodursi ugualmente. Forse quella capacità è rimasta nel loro codice genetico sino ad oggi.

La natura supera tutto.

sabato 8 gennaio 2011

AVERE LA TESTA TRA I LIBRI...

Largo de Sao Carlo, Lisbona, Portogallo - Agosto 2009
Largo de Sao Carlo, Lisbona, Portogallo - Agosto 2009
 Era un pomeriggio d'agosto bellissimo, di quelli che vedi solo in città con il cielo blu cobalto, i muri dei palazzi bianchi bianchi, nessuno in giro; eravamo seduti all'ombra in questa piazza, davanti al teatro dell'opera, a riposarci un po' dopo aver visto il Museu Do Chiado... e chi spunta? Quest'uomo con la testa a forma di libro... allegoria di come dovremmo essere, o sogno di letteratura?

giovedì 6 gennaio 2011

A BOLOGNA I RICERCATORI PIU' BRAVI

Ieri ho letto su Repubblica on Line un articolo che mi ha reso orgogliosa e che dovrebbe davvero far riflettere un pochino coloro che alle università e scuole pubbliche non dedicano altro che tagli: infatti secondo i ricercatori italiani residenti all'estero, riuniti nella Virtual Italian Academy, il miglior istituto per la ricerca in Italia è l'Alma Mater di Bologna (in cui anche la sottoscritta ha studiato, e che nonostante tutte le lamentele è ancora un'ottima università, anche confrontata con le università straniere super sponsorizzate).

In ogni caso, nei primi dieci posti figurano 7 atenei pubblici - CNR, Università statale di Milano, Università di Padova, Roma la Sapienza, Statale di Torino, Istituto di Astrofisica - mentre il primo istituto privato si piazza all'ottavo posto ed è il San Raffaele di Milano, seguito dall'Università di Firenze, e dall'Ente Nazionale Tumori, ente di diritto pubblico.

La classifica è basata sul numero di scoperte di rilievo effettuata da scienziati e ricercatori che operano nelle suddette istituzioni e poi ripartita per il numero di posti di lavoro, secondo un criterio statistico e - ovviamente- scientifico.

E pensare che questi cervelli, di cui dovremmo solo essere fieri e che dovremmo coltivare con cura, devono destreggiarsi tra borse di studio che non arrivano, concorsi che non si fanno, posti precari agognati e mai raggiunti... non mi sembra molto giusto, o no?

mercoledì 5 gennaio 2011

SFERE ARTISTICHE

Museo fondazione Serralves, Oporto, Portogallo, Agosto 2009

Museo fondazione Serralves, Oporto, Portogallo, Agosto 2009

Museo fondazione Serralves, Oporto, Portogallo, Agosto 2009 
Ho visto questa bellissima opera al Museo Serralves, un luogo incantato appena fuori Oporto, in Portogallo. Erano stupende, un mare di sfere grandi come me, ricoperte di colori e graffiti, sul pavimento di un'enorme sala vuota.

Ho cominciato a fotografarle, ed è venuto fuori una specie di mare marziano, di curve e sfumature.

Purtroppo non presi nota dell'autore ed ora non riesco a rintracciarlo... spero che le foto della sua opera gli piacciano.

martedì 4 gennaio 2011

20 anni fa la Uno Bianca

Oggi un post che non è per niente una buona notizia, ma che è necessario per non dimenticare: per noi bolognesi una pagina di sangue impressa nella memoria.

Il 4 gennaio 1991, al pilastro, quartiere di Bologna, c'è una macchina con 3 carabinieri a bordo, Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini, che compie il solito giro di pattuglia. Non lo finirà mai.

Ai killer della Uno Bianca, i fratelli Savi ed i loro complici, basta convincersi che, con un sorpasso, vogliano prendere la targa della loro auto, per decidere di ucciderli tutti: 222 proiettili per 3 uomini.

E così quella notte tremenda rimane nella storia della nostra città come la "Strage del Pilastro", nelle pagine peggiori, con la strage del 2 agosto, l'omicidio di Marco Biagi... e tutti noi, che abbiamo più di 20 anni, ce le ricordiamo bene.

In realtà gli omicidi sono stati ben ventiquattro, carabinieri, benzinai, commercianti, ma anche persone che sono state liquidate senza un motivo, solo per aver visto in faccia quei criminali, quei mostri squallidi, convinti di poter avere in pugno la città, ma in effetti solo oscene figure del sottobosco della malavita.

Voglio ricordare in particolare oggi un ragazzo di 21 anni di Zola Predosa, Massimiliano Valenti, ucciso perché aveva assistito ad uno scambio di auto dopo una rapina in banca. Lo portarono via travestiti da carabinieri e lo uccisero senza pietà. Lo ricordo perché Zola Predosa è il paese della provincia di Bologna dove vive la famiglia di mio marito, quel ragazzo lo conoscevano, la madre di mio marito mentre mi raccontava questa storia aveva ancora negli occhi il terrore di chi l'ha vista veramente.

Andate a vedere le foto nello speciale di Repubblica Bologna, o leggete l'articolo del Corriere Bologna guardate quella uno blu con la scritta rossa, e non dimenticate.

lunedì 3 gennaio 2011

WIRED LIBERA LE PIAZZE

Wired fonte di ispirazione come al solito... cosa ne sarebbe di questo blog senza quel giornale? Su richiesta della mia dolce metà segnalo l'editoriale scritto dal direttore Riccardo Luna sul numero di questo mese "Un giorno faremo la rivoluzione (intanto liberiamo una piazza)".

Ammiro Wired per la sua mentalità fortemente propositiva, per l'idea che anche una piccola iniziativa può cambiare il mondo e che bisogna iniziare a vedere quanto c'è di positivo intorno a noi. Ed ecco il senso di questo editoriale: è arrivato il momento di fare, creare, proporre.
Qualunque cosa: un blog, un'idea, una notizia, un'invenzione.
Solo creando, le possibilità diventano infinite; le risorse che ci sono adesso, col tempo diventeranno sempre più scarse, e non possiamo fare altro che cercarne di nuove.

WIred suggerisce anche come: con la rete ovviamente, la grande risorsa di tutti, in cui è possibile, per ciascuno di noi, creare valore, creare cultura, esprimere il proprio punto di vista.

Quindi non rivoluzione che distrugge il passato, ma che crea futuro.

E per dimostrare materialmente questa idea, Wired comincia con un regalo ai cittadini di Milano: "libera" piazza Cadorna con una rete wireless gratuita, a cui tutti potranno accedere. E invita tutti a fare altrettanto, con il proprio palazzo, la propria strada, per creare una nuova rete, sempre più grande e sempre più libera.

Credo che mio marito diventerà il liberatore del nostro condominio...

sabato 1 gennaio 2011

IL MISTERO DI ANGKOR

Tempio di Bayon, Angkor Wat, Cambogia - Agosto 2008

Tempio di Angkor Wat, dettaglio, Cambogia - Agosto 2008
Sono stata in Cambogia in viaggio di nozze (Thailandia e Cambogia) due anni fa, e, a parte il caldo torrido che mi costringeva a correre in camera in preda a mal di testa feroci, ho trovato i templi di Angkor la cosa più affascinante e misteriosa che io abbia mai visto. Un complesso gigantesco, il più grande complesso di templi del mondo, nascosto in mezzo alla giungla, di cui il mondo sa ancora relativamente poco...
Danzatrici divine e centinaia di visi scolpiti nella pietra, cunicoli e portici attraversati da gigantesche radici d'albero... altari votivi nascosti nell'ombra usati ancora oggi sono la testimonianza di una civiltà ricchissima e meravigliosa, che neanche decenni di sanuinosa dittatura sono riusciti a cancellare.

Paese amato!